sabato 25 luglio 2009

ipse dicsit/3

Se è vero che, come dicono i cantanti, le loro canzoni parlano della loro vita, trasmettono emozioni, creano un legame indissolubile.. allora Max Pezzali ha avuto una infanzia davvero difficile.

venerdì 10 luglio 2009

Il confine delle pubblicità

Non sono poi uno che guarda la tivvu' figuriamoci gli spot. Pero' son buffi questi spot che ci sono adesso perchè quando ero piccolo i jingle spopolavano e si canticchiavano le canzoni delle pubblicità, adesso è tutto diverso.
E non parlo mica di secoli fa, parlo ancora dell'epoca in cui la moda era già una cosa di moda.
Sì, insomma, adesso le pubblicità sembrano dei telefilm, e hanno sempre meno a che fare col prodotto.

Poi, adesso, non so mica perchè, vanno tutti quegli spot col miusicol, che scritto così sembra una medicina.
In realtà gli spot di una volta erano più morbidi, come dire, più appetibili. Sembrava quasi che il prodotto che volevano venderti, funzionasse per davvero, o almeno ti spiegavano perchè secondo loro, funzionava la ricetta, o il profumo, o l'efficacia dopo 2 lavaggi.
Adesso ci son le strafighe semi-famose, i miusicol appunto e ancora le figone non-famose che diventeranno presto "quelladellapubblicitàdel...".

Mia mamma mi ha raccontato che c'era sta cosa del Carosello, che era un evento e tutti lo guardavano (anche perchè poi non c'erano mica più programmazioni serali...chissà come facevano senza i bellissimi di rete 4?!) entusiasti.
Adesso invece le pubblicità ti fanno venire voglia di cambiare canale o di prenderti scai (e questo scritto così sembra una malattia). Solo che poi le pubblicità vanno in mondovisione più dei messaggi del capo dello Stato, nel senso che quando c'è la pubblicità su un canale c'è anche sugli altri.

Le pubblicità infondo, non ti vendono mica il prodotto, ti vendono l'idea che c'è dietro al prodotto. Ti vendono l'illusione della tua vita non grazie ad esso, ma CON esso.

Ecco, anche questo post mi è venuto un po' così, perchè è vent'anni che vedo quella cazzo di pubblicità dell'amaro averna e mi chiedo come mai quel cazzo di vaso non l'hanno ancora aggiustato invece di passare il tempo a bere l'amaro.

giovedì 9 luglio 2009

Il confine delle regole

Che poi bisogna anche riconoscerlo. (Qualora ce ne fosse bisogno, qualora non ce ne fossimo resi conto e in tal caso giova ribadirlo), siamo un popolo di gente mediocre generalmente insofferente alle regole. Sia ben chiaro, alle regole altrui. Infatti quelle che ci diamo, di solito, le rispettiamo. Tranne chi è afflitto da incoerenza genetica.

Il problema è quando andiamo a danneggiare il prossimo e vogliamo avere ragione.
Poi dall'insofferenza al vittimismo il passo è breve. Basta deresponsabilizzarsi dal fatto compiuto (l'avere infranto una regola), che l'attenzione si sposta sulla giustezza o meno della regola stessa e non sul fatto di aver sbagliato.
Perchè vedete, secondo me, le regole possono essere giuste o ingiuste, ma il fatto che queste siano chiare (per quanto arbitrarie possano essere) non significa che non esistano.
Abbiamo dalla nostra la consapevolezza che dinnanzi a una causa si produce un effetto e che le leggi sono scritte, sebbene sia una rottura leggerle.

Così come funziona in natura, funziona in diritto. Ma spesso si confondono le leggi della giungla con quelle del piano mobilità urbano. Insomma, dando per scontato che il sistema funzioni, quello che volevo dire è che ci si può battere e si possono pure cambiare le regole, ma non si può stare sempre arroccati nell'arroganza della ragione perenne.

Io lo so che ci sono degli eccessi, dei soprusi e delle furbate da entrambi i lati di chi le regole dovrebbe rispettarle e da chi dovrebbe farle rispettare, ma penso ci sia un limite fisiologico che è bene non superare.

Quindi, per finire il ragionamento, volevo dire che ho scritto tutto questo popo' di roba qui sopra perchè oggi ho visto un signore che cercava di giustificarsi con l'ausiliario del traffico che stava multando la sua lamborghini in seconda fila.
Poi arrivo a casa, e alla tivvù vedo che c'è l'intervista ad un avvocato.

L'avvocato era dell'associazione "vittime delle multe".
Vittime-delle-multe. Cazzo.
Che insofferenti.

mercoledì 8 luglio 2009

ipse dicsit/2

"Ogni volta che vedo Gasparri fare una dichiarazione in tivvu' resto interdetto come quando si blocca il prodotto selezionato alle macchine automatiche."
E la reazione implicita è identica: prendere a scossoni l'apparecchio.

mercoledì 1 luglio 2009

ipse dicsit

"Da quando ho scoperto la satira, la comicità zelig-style è diventata, per me, la pallida controfigura della risata."



Oggi volevo scrivere solo questo perchè l'altra sera, dopo aver detto questa frase, ho pensato: cazzo s'è bella questa frase. Magari la scrivo sul blog.

lunedì 29 giugno 2009

Berlusconi: "il mio governo è il più stabile dell'occidente, anche grazie alla debolezza dell'opposizione di centrosinistra".
Ti piace vincere facile, eh?!

Conflitto intergenerazionale

E' quando su una linea dell'autobus i giovani si accalcano allo spazio d'uscita del mezzo (magari salendovi direttamente, evitando le apposite porte con scritto "entrata") e fanno baccano, e rendono difficoltosa (zaininspalla e quant'altro) l'uscita agli anziani che borbottano e inveiscono contro una gioventu' maleducata.

E' quando gli anziani si alzano due fermate prima di quella alla quale devono scendere e si appostano a semicerchio verso l'uscita del mezzo, rendendo, a volte, difficoltosa l'uscita del resto dei passeggeri che, a volte, non fanno in tempo a scendere e son costretti ad urlare all'autista di fermarsi o aspettare, imprecando, la prossima fermata.

martedì 23 giugno 2009

Riassunto delle ultime puntate

Va bene, torniamo a noi.
Ci sono alcune notizie interessanti:

Scoppia la rivolta post elettorale in Italia.

Numerosi strati della popolazione chiedono il riconoscimento di alcuni diritti e la conquista di nuovi. Donne e giovani sono fra i protagonisti della rivolta e scendono in piazza per manifestare.
A causa della tendenza ad irritarsi facilmente, il governo risponde con il pugno di ferro: colpi d'arma da fuoco, scontri violenti, espulsione coatta dei giornalisti che fanno il loro mestiere, irrigidimento della repressione. E questo soltanto durante la pubblicità.


Alcune escort pascolano nel giardino del Premier Ahmadinejad.

Tipicamente erbivore, attratte dal verde colore dei soldi e dal profumo del potere, queste giovani di età indefinita (grazie al progresso della chirurgia plastica) si aggirano per i prati della reale residenza, indisturbate. Colte in fallo (sì, in fallo) da alcune foto scattate da un documentarista, si dimostrano inizialmente disinteressate, poi inviperite, poi di nuovo disinteressate.
Le protagoniste di questa drammatica vicenda sono alcune donne in via di estinzione e per questo specie protette, grazie a posti televisivi vacanti. Sebbene si sia sollevato un grande polverone per questa faccenda, l'Ajatollah Minzolini assicura che al terzo schiocco delle sue dita, nessuno ricorderà più nulla e la normale programmazione riprenderà come di consueto.

Il referendum sulla democrazia fa svenire la questione morale in Iran.

Grande fallimento del referendum sul burka in Iran. All'ultimo momento pare che i promotori del referendum si siano resi conto che le donne non hanno diritto di voto. Pertanto, il velo sulla democrazia resta. E la soffoca. Nel frattempo, dopo le ultime dichiarazioni dei capi religiosi, si scatena il panico nelle strade, perchè nessuno capisce a chi ha dato ragione non presentandosi alle urne. Alla fine, permane l'ombra sui possibili brogli, ma il suddito coscienzioso sa di essere sempre dalla parte della ragione o, più semplicemente, pensa che gli altri abbiano torto.


Forse ho fatto un po' di confusione.
L'eccesso va sempre di moda.